martedì 8 dicembre 2009

INNERES AUGE (L'OCCHIO INTERIORE) di FRANCO BATTIATO

















Inneres Auge (in tedesco: “occhio interiore“) è il singolo tratto dal nuovo album di Franco Battiato, “Inneres Auge - Il tutto è più della somma delle sue parti” uscito il 13 Novembre.

Inneres Auge è una durissima invettiva contro il degrado della politica e il potere in Italia.

Inneres Auge è in un certo senso la continuazione, la seconda parte di quell’altro amaro capolavoro di Battiato, Povera Patria, uscito nel 1991 poco prima delle stragi Falcone e Borsellino e di Mani Pulite.


POVERA PATRIA



Intervista a Franco Battiato realizzata da Marco Travaglio:


Che significa “Inneres Auge”?

" Occhio interiore. Ma lo preferisco in tedesco. In italiano si dice “terzo occhio”, ma non mi piace, fa pensare a una specie di Polifemo. I tibetani hanno scritto cose magnifiche sull’occhio interiore, che ti consente di vedere l’aura degli uomini: qualcuno ce l’ha nera, come certi politici senza scrupoli, mossi da bassa cupidigia; altri ce l’hanno rossa, come la loro rabbia ".


La persona anziana che si vede all’inizio del videoclip declamare i primi versi della canzone con la voce in play-back di Battiato è Manlio Sgalambro, filosofo, poeta e autore dei testi di molte delle più recenti canzoni di Battiato.


INNERES AUGE (L'OCCHIO INTERIORE)



INNERES AUGE - testo della canzone


Come un branco di lupi che scende dagli altipiani ululando
o uno sciame di api accanite divoratrici di petali odoranti
precipitano roteando come massi da altissimi monti in rovina.
Uno dice che male c'è a organizzare feste private
con delle belle ragazze per allietare Primari e Servitori dello Stato?

Non ci siamo capiti
e perché mai dovremmo pagare anche gli extra a dei rincoglioniti?
Che cosa possono le Leggi dove regna soltanto il denaro?
La Giustizia non è altro che una pubblica merce...
di cosa vivrebbero ciarlatani e truffatori
se non avessero moneta sonante da gettare come ami fra la gente.

La linea orizzontale ci spinge verso la materia,
quella verticale verso lo spirito.
Con le palpebre chiuse s'intravede un chiarore
che con il tempo e ci vuole pazienza,
si apre allo sguardo interiore: Inneres Auge, Das Innere Auge

La linea orizzontale ci spinge verso la materia,
quella verticale verso lo spirito.
Ma quando ritorno in me, sulla mia via,
a leggere e studiare, ascoltando i grandi del passato...
mi basta una sonata di Corelli, perchè mi meravigli del Creato!


ARCANGELO CORELLI - "La Follia" op.5 n°12
















Intervista in cui il cantautore-filosofo, espone le sue idee in merito alla politica, al malcostume e alla mancanza totale di moralità nella società attuale.












un'intervista che quindi fa meglio comprendere le ragioni che lo hanno spinto alla creazione del suo ultimo inedito "Inneres auge" ossia in tedesco
"L'OCCHIO INTERIORE" ... ovvero, quello che fa comprendere e vedere, la vera bellezza, la vera essenza delle cose, a cui battiato, è stato sempre palesemente molto legato!






CHE TEMPO CHE FA




UN'ALTRA VITA


INVERNO


domenica 6 dicembre 2009

I VANGELI APOCRIFI & "LA BUONA NOVELLA" di FABRIZIO DE ANDRE'
















I vangeli apocrifi sono testi religiosi che si riferiscono come contenuto a Gesù. Sono detti "apocrifi" in quanto esclusi dal canone della Bibbia cristiano, sovente con attribuzione pseudoepigrafa di qualche apostolo o discepolo.

I vangeli apocrifi sono solitamente divisi in base a contenuto, genere e ambiente d'origine.


STORICITA'

Generalmente i vangeli apocrifi non sono accolti dagli studiosi come fidati testimoni del Gesù storico(data la composizione generalmente tarda, a partire dalla metà del II secolo, sono al più utili per ricostruire l'ambiente religioso dei secoli successivi a Gesù), anche per il genere letterario favolistico-leggendario che contraddistingue gran parte delle loro narrazioni.
Cronologia dei vangeli canonici e apocrifi, I-III secolo
















I VANGELI DELL'INFANZIA

I vangeli dell'infanzia illustrano i dettagli relativi alla vita pre-ministeriale di Gesù, soprattutto la sua infanzia, altrimenti ignoti in quanto taciuti dai vangeli canonici.








Presentano un carattere abbondantemente e gratuitamente miracolistico che sfocia spesso nel magico-fiabesco, in netto contrasto con la sobrietà dei 4 vangeli canonici. Sono caratterizzati inoltre da una assente o imprecisa conoscenza degli usi e costumi giudaici o da altre imprecisioni di natura storica o geografica, che ne inficiano il valore storico degli eventi narrati.

Nessuna di tali opere compare in qualche manoscritto biblico o in antichi elenchi dei testi canonici ritenuti ispirati.


UN GESU' SEGRETO?


" Il Salvatore mi disse. " Quello che hai visto e che è lieto e ride sulla croce è Gesù il Vivente. Ma quello nelle cui mani e piedi conficcano i chiodi è la sua parte corporea, che è il sostituto. Essi svergognano questo che è rimasto nella sua apparenza. E guardalo e guardami! "
(APOCALISSE DI PIETRO)



VANGELI GNOSTICI


Le diverse correnti gnostiche dei primi secoli del cristianesimo (II-IV) hanno prodotto diversi testi relativi alla vita e al ministero di Gesù.








Nonostante la datazione antica e l'attribuzione autorevole, la Chiesa Cattolica anche antica non ha mai mostrato dubbi nel considerare i soli 4 vangeli canonici (Matteo, Marco, Luca, Giovanni) come ispirati.

Nonostante l'interesse che suscitano attualmente, il valore storico di questi testi si limita perlopiù alla ricostruzione dell'ambiente gnostico dei primi secoli dell'era cristiana, senza fornire affidabili informazioni sull'attività di Gesù. Due sono in particolare gli elementi che inducono a rigettare la presunta storicità delle informazioni in esse contenute:



* l'epoca tarda. I più antichi vangeli apocrifi sono stati composti verso la metà del II secolo, quando i testimoni diretti della vita e della predicazione di Gesù erano da tempo scomparsi. Al contrario la composizione dei vangeli canonici secondo alcuni risale al I secolo, quando la testimonianza dei discepoli e degli evangelisti in particolare avrebbe potuto essere ancora viva.



* la natura 'segreta' delle rivelazioni. Per i vangeli apocrifi di origine gnostica, e dunque eretica, l'artificio letterario è sempre lo stesso:

Gesù risorto comunica in privato a un discepolo (quasi sempre apostolo) meritevole (a differenza degli altri non meritevoli) 'inedite' e particolari nozioni e informazioni.

Tale artificio mostra chiaramente la consapevolezza che avevano gli scrittori apocrifi della tardiva originalità, e dunque non fondatezza storica, dei contenuti narrati:

"Ciò che dico si trova da nessuna parte perché Gesù l'ha comunicato in segreto a questo apostolo".

Il risultato complessivo è quantomeno curioso: Gesù avrebbe di volta in volta prescelto un apostolo per rivelazioni particolari non precedentemente attestate, giudicando gli altri apostoli non degni della rivelazione, rivolgendosi però in definitiva a tutti gli apostoli.


VANGELI APOCRIFI





















IL MISTERO GESU'













“Il re chiese: ‘Chi sei , o signore?’ Egli rispose con grande gioia: ‘Dovresti sapere che io sono Isha Putra, il Figlio di Dio e sono nato da una vergine. ’”
(BHAVISHYA PURANA)






























La buona novella (1970) è il quarto album registrato in studio di Fabrizio De André.

L'album è un concept album tratto dalla lettura dei Vangeli apocrifi:

il lavoro di lettura e di scrittura dei testi, svolto con Roberto Dané, è durato più di un anno.

Seguendo le caratteristiche degli Apocrifi, in questo album la narrazione della buona novella sottolinea l'aspetto più umano e meno spirituale assunto da alcune tradizionali figure bibliche (ad esempio, Giuseppe) e presta maggiore attenzione a figure minori della Bibbia, che qui invece diventano protagonisti (ad esempio, Tito e Dimaco, i ladroni crocefissi insieme a Gesù).

È stato ritenuto da De André uno dei suoi lavori più riusciti.















« Ho scritto "La buona novella" in pieno sessantotto e resto convinto che abbia una forte carica rivoluzionaria. Molti ritennero il disco anacronistico perché parlavo di Gesù Cristo nel pieno della rivolta studentesca.

Eppure ciò che gli studenti volevano non era poi così tanto lontano dagli insegnamenti di Cristo: abolizione delle classi sociali e dell'autoritarismo, e creazione di un sistema egualitario. Gesù ha combattuto per la libertà integrale, piena di perdono » .

(Fabrizio de André in un'intervista.)




FABRIZIO DE ANDRE'


















TRAMA

Quando gli fu chiesto per quale assurdo motivo, negli anni della contestazione giovanile, un cantautore rivoluzionario come lui avesse scritto un concept album dedicato a Gesù Cristo, lui rispose:

"Perché Gesù Cristo è il più grande rivoluzionario della storia!".


Pertanto la scelta di puntare sui Vangeli apocrifi come traccia da seguire per elaborare la trama del disco.

Un modo questo per scoprire la vocazione umana, terrena, a volte quasi sofferente, dolorante e quindi poi provocatoria e rivoluzionaria della figura storica di Gesù di Nazareth.






La narrazione, introdotta da un Laudate Dominum, inizia raccontando L'infanzia di Maria: la piccola Maria vive un'infanzia terribile segregata nel tempio ("dicono fosse un angelo a raccontarti le ore, a misurarti il tempo fra cibo e Signore"); l'impurità delle prime mestruazioni ("ma per i sacerdoti fu colpa il tuo maggio, la tua verginità che si tingeva di rosso") provocò il suo allontanamento e la scelta forzata di uno sposo; il matrimonio avviene con un uomo buono ma vecchio, il falegname Giuseppe ("la diedero in sposa a dita troppo secche per chiudersi su una rosa") che la sposa per dovere e la deve poi lasciare per quattro anni per lavoro.

Ne Il ritorno di Giuseppe si può cogliere la fatica della vita di Giuseppe; nel suo ritorno a casa porta una bambola per Maria, e la trova implorante affetto e attenzione.


Il sogno di Maria riporta la scena nel tempio.
In un sogno l'angelo che usava farle visita la porta in volo lontano "là dove il giorno si perde"; lì le dà la notizia della futura nascita di un bimbo; il testo allude ad un concepimento più terreno di quello raccontato dai vangeli canonici.

Al risveglio Maria capisce di essere incinta ("parole confuse nella mia mente, svanite in un sogno ma impresse nel ventre") e si scioglie in pianto.


La maternità inaspettata ("ave alle donne come te Maria, femmine un giorno e poi madri per sempre"), si esprime in Ave Maria, un omaggio alla donna nel momento del concepimento.






Dalla letizia che traspare in Ave Maria il passaggio a Maria nella bottega del falegname è drastico: il ritmo dato dalla pialla e dal martello scandiscono il dolore straziante del falegname che costruisce la croce ("tre croci, due per chi disertò per rubare, la più grande per chi guerra insegnò a disertare") con la quale il figlio di Maria ed i due ladroni verranno crocifissi.

Infine sotto la croce stessa:

"non fossi stato figlio di Dio t'avrei ancora per figlio mio".


Questo aspetto è completamente trascurato dai Vangeli canonici.

La via della croce è una delle canzoni in cui Fabrizio lascia trasparire i suoi pensieri e i suoi sentimenti anarchici:

"il potere vestito d'umana sembianza ormai ti considera morto abbastanza".


Ne Il testamento di Tito vengono elencati i dieci comandamenti, analizzati dall'inedito punto di vista di Tito, il ladrone pentito crocifisso accanto a Gesù; i nomi dei ladroni variano da vangelo a vangelo (Dimaco, Tito, Disma e Gesta): Tito è il ladrone buono nel vangelo arabo dell'infanzia.

Per quanto riguarda la musica, la prima strofa incomincia semplicemente con la voce ed un leggero accompagnamento con la chitarra, crescendo sempre più in strumenti e accompagnamenti fino all'ultima strofa.


L'opera termina con una sorta di canto liturgico che incita a lodare l'uomo, e non in quanto figlio di un dio, ma in quanto figlio di un altro uomo, quindi fratello.